Erbil, la coppa in mezzo alla guerra

Erbil

Patrimonio dell’umanità, terra di conquista e tolleranza, oggi anche di profughi che scappano dall’avanzata dell’ISIS. Erbil è la capitale del Kurdistan iracheno, un territorio che sotto Saddam Hussein ha pagato un enorme tributo di sangue alla ferocia del dittatore e alla guerra deve le sue sfortune ma anche le sue fortune, pedatorie. L’Erbil SC è attualmente la squadra di calcio più forte dell’Iraq. Fondata nel 1968 è rimasta nell’anonimato per molto tempo fino alla Seconda guerra del Golfo e la conseguente destituzione del presidente dell’Iraq. In quel momento, infatti, molti giocatori si sono trasferiti al nord per sicurezza andando a impreziosire la rosa della formazione kurda, oggi vero e proprio orgoglio del suo popolo.

Il primo titolo iracheno è arrivato nel 2007 con Nadhim Shaker in panchina, poi altri due consecutivi, 2008 e 2009, sempre con un allenatore diverso, prima Akram Salman, poi Thayer Ahmad. Di nuovo nel 2012, questa volta con il tecnico Nizar Mahrous. L’Erbil SC è diventata così la rivincita per una popolazione che durante il regime di Saddam Hussein è stata calpestata e uccisa più e più volte, senza per questo aver mai perso la dignità e la forza. C’è, però, una cosa che i giocatori gialloneri desiderano più di ogni altra al mondo, dopo veder sconfitto l’ISIS, la conquista della Champions asiatica.

Due finali e altrettante sconfitte pesano come un macigno sulla storia di questo club cui non basta più aver conquistato l’Iraq ma adesso vuole tutta l’Asia, per riscrivere la storia di quel calcio e di quel continente. Il 3 novembre del 2012 ha perso 4-0 contro l’Al-Kuwait al Franso Hariri Stadium di Erbil, una débacle che brucia ancora e che due anni dopo, 2014, avrebbe potuto vendicare. Era il 18 ottobre e a Dubai ha dovuto lasciare la coppa a un’altra formazione kuwaitiana, l’Al-Qadsia, dopo i calci di rigore (2-4), nonostante l’acquisto di alcuni giocatori spagnoli che avevano accettato l’idea di varcare i bastioni di Orione del football. Lo stesso club che a maggio dovrà affrontare nel gruppo eliminatorio dell’AFC Cup.

Ayoub Odisho Barjam è l’attuale allenatore che spera di tornare in finale per regalare un sogno al popolo kurdo. Intanto, gli ultimi due campionati li ha vinti l’Al Shorta, squadra di Baghdad, fondata nel 1932, la più antica. Ma l’Erbil pensa in grande e solo l’offensiva dell’ISIS gli ha impedito di costruire uno stadio nuovo da 40.000 posti. In queste ultime settimane abbiamo imparato che i kurdi sanno combattere, se sanno giocare altrettanto bene né sentiremo parlare a lungo.

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